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Nequam hominis
cadaver post mortem Damone agente
discurrere
Grandi scrittori, poeti, letterati hanno
cantato, nelle loro opere, della vita, dell'amore,
della morte; hanno scritto di spiriti, di angeli e
delle forze del male, in riguardo alle ultime, una
figura enigmatica, che ha spiccato e spicca anche nei
grandi film d'autore, stiamo parlando del corpo
senz'anima che cammina sulla terra, dell'angelo del
male, del succhiasangue ....... del vampiro. Molti si
chiedono se furono e se esistono ancor oggi, ma
ahimè il quesito rimane avvolto nel suo
mistero. Anche anime di chiesa si sono interrogate su
queste figure, possiamo ricordare l'Abate Agostino
Calmet, che tenendo fede alla propria condizione
religiosa e, quindi, su una forte base di
scetticismo, ha scritto un vero e proprio trattato
sui fatti, accaduti nel suo tempo di fenomeni di
Vampirismo; il testo da Egli composto ha per titolo:
"Dissertazione sopra le apparizioni de' Spiriti e
sopra i Vampiri o i Redivivi d'Ungheria, di
Moravia".
"Nequam hominis cadaver
post mortem Damone agente
discurrere!"
"... Sono uomini morti da
gran tempo, ora più ed ora meno, i quali
escono dalle lor sepolture, e vengono a travagliare i
viventi, loro succhiano il sangue, loro appariscono,
fan fracasso alle porte, e per le case, e in fine
loro cagionano tal volta la morte ... a costoro danno
il nome di Vampiri o di
Oupiri..."
Uomini che,
accertata la morte, a distanza di giorni, mesi o di
anni, mantengono intatto il loro corpo nei sepolcri,
il sangue fluido, esseri che ritornano alla vita come
se non l'avessero mai lasciata; ma la resurrezione,
come abbiamo appreso dalle Sacre Scritture (Vecchio
Testamento), non era un'opera riservata
esclusivamente al potere divino di Dio? . Allora chi
sono? sono esseri posseduti da angeli o dal demonio
stesso? "
... Se non sono
risuscitati da per se, sono essi usciti dà
loro sepolcri, per virtù di Dio? Qual prova si
può vacare che Iddio n'abbia avuto parte? Qual
e l'oggetto di queste resurrezioni? Forse manifestare
l'opera di Dio in questi vampiri? Ma qual gloria ne
riceve la Divinità?..."
I primi risurgenti
trattati furono chiamati, dopo la loro morte, da
persone vive, per chiedere loro aiuto: come l'abate
Ericle che resuscitò un uomo per testimoniare
in favore di un religioso, accusato di averlo
assassinato; oppure essi, talvolta, ritornano per
amore: Filinnio, una giovane di Trallo, in Asia, dopo
morta continuò ad incontrare ed a giacere con
il suo amante, finchè una sera, scoperta dalla
sua balia, si trovò al cospetto dei suoi
genitori: "... o padre, o madre, perchè
invidiare la mia felicità, e impedirmi di
stare ancora tre giorni ... senza far male ad alcuno?
Io non son qui venuta senza la permissione degli Dei,
cioè del Demonio, non potendosi attribuire si
fatta cosa nè a Dio, nè a uno Spirito
Buono, la vostra curiosità vi costerà
cara, e in quell'istante ella cadde morte, e distesa
fredda sul letto..."
Altri episodi, narra
l'autore, accaduti in alcuni cantoni ungheresi, sono
stati esaminati sia da Ufficiali Imperiali che da
Governatori. In relazione a quanto sopra, Calmet
parla del villaggio di Kisilova, dove un uomo, morto
all'età di 72 anni, dopo tre giorni, dalla sua
sepoltura, apparì a suo figlio chiedendogli
del cibo. In seguito l'accaduto si ripetè, ed
alcuni giorni dopo il figlio fu trovato morto, e con
lui anche alcune persone del paese morirono in
circostanze ignote. Gli ufficiali vollero verificare
personalmente i fatti, attribuendo la causa di tali
decessi all'opera di un vampiro, e decidendo, quindi,
di disseppellire il corpo del
vecchio.
"Lo trovarono cogli occhi
aperti, con un colorito vermiglio, col respiro
naturale, ma immobile come un morto, donde
conchiusero ch'egli era un solenne vampiro. Il
carnefice gli ficcò un palo nel cuore e
abbruciò il cadavere, nè corpi del
filiuolo e degli altri non si trovò segno
alcuno di vampirismo..."
In un altro paese
chiamato in latino Oppida Heidorum, detto comunemente
Teiffe, si verificò un'altra storia: Arnaldo
Polo, raccontò varie volte ai suoi compaesani
che in passato era stato molestato da un vampiro, e
disse di essere riuscito a guarire mangiando la terra
del demone, ma questo metodo, evidentemente, non fu
sufficiente, perchè dopo la sua dipartita
divenne egli stesso un vampiro, regalando la morte ad
alcune persone del paese. Le autorità decisero
di disseppellire il corpo, e come logico trovarono
tutti i segni convenzionali del Vampiro, ed agirono
come di consuetudine. Calmet nel suo trattato cerca
in tutti i modi di non schierarsi nè da una
parte nè dall'altra, a parer mio, per due
fattori; il primo perchè, naturalmente, non
vuole offendere i canoni religiosi a cui ha prestato
giuramento; il secondo perchè in fondo anche
Lui attribuisce questi fenomeni inspiegabili ad una
creatura che è lontana da Dio. Egli sostiene
che quelle persone che hanno ricevuto, a detta loro,
la visita di un Vampiro sono morte più per
suggestionee e paura che a causa del vero e proprio
atto vampirico. "L'esperienza c'insegna darsi certi
terreni atti a conservare i corpi nella sua natural
morbidezza, di che sono state tante volte spiegate le
cause ... quanto al crescere dell'unghie, de'
capegli, della barba, ella è cosa comune in
molti cadaveri ... il sangue fluido colante dai
canali del corpo ha un'apparenza di maggiore
difficoltà; ma se ne possono addurre ragioni
fisiche. Potrebbe avvenir facilmente, che venendo il
calore del Sole a riscaldar le parti nitrofe, e
fulfuree, che abbondan nei terreni atti a conservare
i corpi, queste parti incorporate nei cadaveri
sotterrati di fresco si fermentino, onde vengano a
sciogliere il sangue coagulato, lo rendano liquido, e
atto a colare a poco a poco dai canali
...".
Calmet come i più
grandi studiosi, ha cercato fonti di informazione
prima di procedere alla stesura del suo libro. Uomini
illustri hanno inviato epistole ricche di episodi su
atti di vampirismo, in una di queste, si racconta di
un caporale militante nel quartiere di Bannato di
Tennesvvar, tra i Valachi, il quale con un metodo
particolare e fin lì sconosciuto,
riuscì a scovare Vampiri nel loro giaciglio "
... si trova un giovane, che si possa credere ancora
vergine: si fa montare a bidosso su un cavallo
intiero, che non siasi mai accoppiato, e di pelo
tutto nero, si fa passeggiare nel cimitero, e si fa
passare sopra tutte le sepolture, quella su cui
l'animale resiste di passare, con tutto che
replicatamente sforzato, si giudica contenere un
Vampiro, si apre, e vi si trova un cadavere tanto
carnuto, e bello, come fosse un uomo in tranquillo
dolcissimo sonno, si rompe con una zappa il collo al
cadavere, e n'esce in copia il sangue vivo, e
vermiglio si giudicherebbe che fosse l'uomo dè
più sani, e dè più vivi, che si
scannano. Si ricopre di nuovo la sepoltura, sicuri
che la malattia cessa, e che tutti quelli che n'erano
infetti, ricuperano a poco a poco le forze, come
persone estenuate da una lungha malattia ...".
Nell'antichità sono presenti episodi che hanno
una rassomiglianza con ciò che si racconta sui
Vampiri, ma che in realtà essi non sono. Si
racconta di Lamie, Stregoni, Streghe (dall'ebreo
Lilith), che succhiano il sangue dei viventi fino a
farli morire, si parla delle Maliarde, che facevano
incantesimi e malefici sui bambini privandoli della
vita. Troviamo questi termini anche nelle Sacre
Scritture dove: "... Isaja descrivendo lo stato, cui
doveva esser ridotta Babilonia dopo la sua rovina,
dice ch'ella diverrà la Stanza dè
Satiri, delle Lamie, e delle Streghe ...". Gli
antichi pagani Greci e Romani attribuivano alla magia
ed al Demonio il potere di far morire gli uomini;
secondo Orazio e Virgilio, i maghi, che evocano le
ombre per far avverare le cose, dispongono di statue
di cera:
An quæ mover ceras
imagines Ut ipfe nofti curiofus, e polo Deripere
Lunam.
Un esempio è la
storia del Re di Scozia il quale si ammalò, e
piano piano venne privato delle sue forze, da un male
che neanche i medici riuscirono a porvi rimedio.Si
sparse nel paese l'opinione che fosse opera di un
maleficio, e quando furono inviate le truppe a
Forres, piccola città della Scozia
Settentrionale, dove si credeva risiedere la casa
delle Streghe; sorpresero una di esse mentre "...
bagnava la figura di cera del Re Duffo messa in un
vaso di legno dinanzi un gran fuoco, e sopra vi
recitava certe parole magiche, assicurando, che il Re
perderebbe le forze a misura, che la figura andasse
liquefacendosi, e finalmente morrebbe, quando fosse
intieramente disfatta l'immagine ... furono
immantinemente arrestate quelle Streghe, e
abbruciate. Il Re cominciò star meglio, e in
pochi giorni ricuperò totalmente la
sanità ...". Riscontriamo, quindi, in vari
Paesi, Nazioni ed Ere storiche il personaggio del
Vampiro "... ma ve n'è un'altra spezie non
meno mirabile, e sono gli scomunicati, ch'escono di
Chiesa, e dalle loro sepolture col proprio corpo, e
non vi rientrano se non dopo terminato il Sacrifizio
...". In relazione a quanto sopra, sono qui a
raccontarvi di due religiose che vennero scomunicate
da S. Benedetto; dopo la loro morte, furono viste
uscire dalla Chiesa. Il fatto fu raccontato a S.
Benedetto, il quale inviò un'obblazione,
ovvero un pane, perchè venisse offerto alle
religiose come segno di riconciliazione, ed esse dopo
quest'atto non uscirono più dalle loro tombe.
Opinione comune, in quel tempo, era che i corpi degli
scomunicati rimanessero intatti nelle sepolture, e
restando in tema l'autore ci narra di S. Liberzio
Arcivescovo di Brema, il quale scomunicò
alcuni uomini, tra questi, uno, sepolto in Norvegia,
che dopo 70 anni fu trovato con il corpo integro, e
solo dopo l'assoluzione si ridusse in cenere. Siamo
ora giunti all'ultima parte del libro, non meno
importante della prima, infatti l'argomento tratta di
persone sepolte ancora vive, di defunti che ritornano
con nozioni dell'aldilà, temi attualissimi
ancor'oggi. In riguardo ai nostri Vampiri, essi
ritornano dalla morte, ma non danno notizie ai
familiari "... anzi al contrario li trattano da
nemici, li tormentano, loro tolgon la vita, succhiano
il sangue, e li rendono infermi a morte ... se son
persone, che abbian ancora da espiare qualche colpa
nel Purgatorio, ed abbian bisogno delle orazioni
dè vivi, perchè non ispiegare il
proprio stato, e non implorare l'altrui soccorso? Se
poi sono riprovati e dannati, a che vengono sulla
Terra? Puossi mai credere, che Iddio permetta loro di
venire in tal guisa senza ragione, senza
necessità a dar molestia alle loro famiglie, e
distruggerle? Se costoro, che ritornano al mondo,
realmente son morti, in qualunque stato sieno
nell'altro mondo, rappresentano un assai cattivo
personaggio, e peggio ancor lo sostengono ...". In
ultima analisi deduciamo che i Vampiri sono Forze
governate dal Maligno che li conduce e li fa operare;
in conclusione vorrei chiudere con una citazione di
Calmet : " Io non vedo in tutto questo se non tenebre
e difficoltà, le quali lascio da risolvere a
chi ha più abilità, e più
coraggio di me ...".
Almanera
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