Il volto delle tenebre - Il Giornale dei vampiri - L'unico giornale dedicato alle creature della notte, i Vampiri

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Il volto delle tenebre

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L’aveva scovato. Finalmente era riuscito a trovare il suo rifugio. Ora non avrebbe avuto più via di scampo. La sera era scesa in anticipo: Era inverno e faceva freddo, molto freddo. Ma Eddie non tremava per il freddo; il suo corpo era percorso da brividi gelidi, rivoli di sudore gli scivolavano lungo la schiena, ma non era freddo… Era paura… Il covo del vampiro era situato in una cripta in un antico e dimenticato cimitero. Le lapidi si alzavano funeste e grigie come spettatori di un antico scenario di morte, spettatori silenziosi e marmorei d’antiche leggende di morte e di sangue. Eddie attraversò il cimitero di gran carriera. Ad ogni rumore si fermava, il corpo s’irrigidiva, si voltava indietro e, non vedendo nessuno, tirava profondi respiri di sollievo. Faceva freddo e pioveva. Gli anfibi di Eddie erano sporchi di fango. Il giubbino di pelle completamente fradicia, ma lui continuò lo stesso ad avanzare verso la cripta, la più antica del cimitero. Ogni tanto, gatti randagi, gli tagliavano la strada e, tutte le volte, Eddie imprecava verso quegli sporchi e randagi sacchi di pelo bagnato. Imprecava tenendo stretta nella mano destra un piccolo zaino di stoffa grezza. Ancora pochi metri e sarebbe finalmente arrivato alla tana del succhiasangue. Spettava a lui porre fine all’orrore degli ultimi mesi. Tutto era iniziato con la sparizione improvvisa di Vera, la cameriera del –blu notte-, una specie di pub sperduto in un piccolo quartiere di periferia. Poi, le sparizioni continuarono ma con queste, furono ritrovati anche i cadaveri degli scomparsi. Orrendamente assassinati da un essere mostruoso. E ancora, cadaveri spariti dall’obitorio. Cadaveri visti camminare in notti fredde e desolate. Cadaveri che portavano altri cadaveri e ancora… La scomparsa di Liana. Liana la compagna di Eddie. Liana che una notte piovosa lo venne a cercare. Liana che non era più lei, ma solo una belva assettata di sangue…del sangue di Eddie. Eddie aveva capito. Non c’era voluto molto per capire, solo che non si voleva accettare la cosa, i fatti lampanti, la situazione irrazionale… VAMPIRI La soluzione era in una sola parola: vampiri. Ora, era davanti all’ingresso della cripta. Faceva freddo e pioveva. Era fradicio e tremava stringendo nella mano destra lo zaino di stoffa grezza. Si guardò intorno con circospezione prima d’entrare, prima di aprire il pesante cancello di ferro antico, prima di dire l’ultima preghiera al suo Dio, prima di respirare ancora l’aria gelida dell’inverno. E’ entrò chiudendosi dietro il cancello di ferro antico Scese una decina di gradini illuminando la via con una torcia elettrica. C’era puzza di muffa e di marcio e di morte, ma lui continuò a scendere le scale fino ad arrivare in un ampia sala. I sepolcri interamente coperti di polvere e ragnatele erano quattro in tutto. L’ossario era vuoto. Il silenzio era dolorante hai suoi timpani. Il cuore gli batteva forte in petto, così forte da sentirne i battiti impazziti. L’adrenalina si sprigionava dal suo corpo attraverso il sudore che gli colava lungo le tempie, lungo la schiena. Faceva freddo lì sotto… “Ti aspettavo…”, disse una voce d’uomo. La voce era calma e bassa, stranamente rassicurante. Eddie si voltò di scatto e lo vide. Vide il vampiro. Era fermo e alto e affascinante e lo guardava con occhi imperscrutabili senza dire una parola. Eddie istintivamente fece un passo indietro. Lasciò cadere la torcia elettrica per terra e questa rotolò lanciando fasci di luce ad intermittenza sul vampiro. Poi si spense…poi fu il buio assoluto, il buio che non ti faceva respirare il buoi che ti inchioda al muro. Il respiro di EDI divenne un convulso ansimare. Freneticamente cominciò a cercare nello zaino il paletto di legno. “Non vuoi essere dei nostri…”, gli disse il vampiro con voce ancora più bassa. Eddie tirò un respiro convulso, un suggulto uscì dalla sua bocca, e cercava e cercava, ma il buio gli era nemico. “Ti offro la vita eterna Eddie. Sai cosa vuol dire?”, disse il vampiro. “Non mi freghi…”, rispose Eddie con il fiato grosso. “Con me non ci riesci vampiro del cavolo!”. Eddie, finalmente, riuscì a trovare il paletto. Il vampiro era dietro di lui e aspettava. Sul suo volto anemico, prendeva forma un sarcastico sorriso. La torcia elettrica si spense lasciando nel buio Eddie. I suoi occhi si sforzarono per abituarsi all’oscurità a tal punto che presero a lacrimargli. Il buio era palpabile, ti toccava con le sue mani scarne d’orrore. Il suo respiro era più un ansimare disperato in cerca d’aria. Non c’era aria in quel luogo. “Ahahahah…perché Eddie?”, disse il vampiro. “Perché vuoi morire? Dimmelo!”. “Maledetto…maledetto…l’hai uccisa…”, rispose Eddie vibrando le mani nel buio. “No!Le ho donato la vita eterna amico mio…Lei è ora, lei è viva più di quanto tu non immagini…”, rispose il vampiro. “Maledetto!!!!”, gridò Eddie con quanto fiato aveva in gola. Si lanciò sulla voce, poteva sentire ma non vedere in quelle tenebre profonde. Riuscì ad afferrare il vampiro e lo spinse contro il muro della cripta. Il vampiro cadde e si rialzò con uno scatto fulmineo e... Gli fu sopra… “Vuoi vedere la morte, Eddie?”, disse il vampiro alitandogli sul viso. “Vuoi veramente vedere il volto della morte?”, concluse in un ringhio animalesco. Eddie si dimenò, tirando calci e pugni, ma il vampiro era più forte, molto più forte. Il volto del vampiro diventò di un bianco iridescente, la pelle marmorea era perfettamente levigata, gli occhi rossi come tizzoni ardenti e …. La bocca aperta in un ghigno pauroso e i denti lunghi e aguzzi e ancora gli occhi negli occhi di Eddie e…. Il volto del vampiro si avvicinò ancor di più a quello di Eddie. Gli sorrise maliziosamente e lo morse sulla gola. Strappò lembi di carne e Eddie urlò di dolore. Urlò ancora e ancora e… Ancora e ancora il vampiro succhiava il suo sangue, e gemeva di piacere e diventava sempre più forte e lo lasciò solo quando fu in punto di morte. “Allora, Eddie?”, disse il vampiro. “Vuoi essere dei nostri?”. Eddie lo guardò con occhi velati. Dalla ferita alla gola il sangue usciva copioso e rosso e caldo. Usciva e svuotava il suo corpo, mentre l’anima, combatteva per non volare via, per restare ancora con lui. “Ma…ledet…to….”, disse Eddie tra grumi di sangue e saliva e dolore. “Come vuoi, amico mio…Come vuoi…”, rispose il vampiro. Con uno scatto fulmineo conficcò la sua mano nel petto di Eddie e ne estirpò il cuore; vermiglio e pulsante. Eddie, con un ultimo barlume di vita, vide il proprio cuore stretto nella mano del vampiro. Poi morì. “Mi dispiace, amico mio…non sai quanto…”, disse il vampiro lasciando cadere in terra il cadavere di Eddie. La notte al culmine della sua bellezza. Faceva freddo e pioveva e… un altro stupido ammazzavampiri…cercava il covo del vampiro.

ELAMA

 
 
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