Padre Mahklouf - Il Giornale dei vampiri - L'unico giornale dedicato alle creature della notte, i Vampiri

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Padre Mahklouf

Vampiri storici
 

Ci riferiamo allo straordinario caso del padre Charbel Mahklouf ( in seguito c. m. ), monaco libanese del monastero di San Maron di Annaya, nato nel 1828 e morto nel 1898, a settant'anni. Il suo cadavere fu inumato nel cimitero del convento, ma un anno dopo, a causa delle piogge torrenziali che lo trasformarono in un pantano, fu necessario estrarre il feretro, che era rimasto semiscoperto, per trasportarlo in un luogo meno esposto. Preoccupati per il danno che l'intemperie avrebbe potuto provocare alla cassa si pensò di porre il cadavere in una nuova e ... quale non fu la sorpresa quando apparve non solo assolutamente incorrotto, ma fresco e flessibile nelle sue membra come un corpo dormiente. I frati lo depositarono allora in un nuovo feretro e, lasciandolo scoperto, lo esposero alla devozione dei fedeli, cosa che permise di constatare un'altra inquietante singolarità: il cadavere traspirava. Nel 1927 si decise che bisognava riportarlo tra i morti. Rinchiuso in una nuova bara di legno di cedro e piombo il cadavere fu collocato in una nicchia aperta in una delle pareti della cripta della chiesa Annaya ed il suo sepolcro fu sigillato in data 24 giugno 1927. Nel 1950 un frate scoprì che su quella parete affiorava una cerosa umidità. La sfiorò con le sue mani e le ritirò rosse di sangue. Una volta ancora si procedette all'esumazione del cadavere e questo apparve uguale a com'era nel 1927. Questa volta erano presenti all'atto una commissione ecclesiastica ed una scientifica. Per due anni questa delegazione studiò il caso e fu questo il rapporto ufficiale emesso nel 1952: La delegazione medico scientifica non può fare a meno di constatare l'evidenza dei fatti, il suo carattere eccezionale e l'assenza di ogni intervento umano. Non si è mai proceduto, nè in passato, nè attualmente ad imbalsamare il corpo del monaco. Nuovo feretro e terza inumazione. Il 7 agosto del 1956 si volle, in gran segreto, portare a termine un'ultima verifica e si tornò ad aprire la bara: le pareti esterne di questa erano macchiate di sangue e quando si alzò il coperchio il cadavere apparve uguale a quello del 1927, galleggiante nel liquido che aveva emesso; solo i suoi vestiti si erano decomposti.

 
 
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