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VAMPIRI A VENEZIA Bere il sangue ? Di moda

Rassegna stampa > 2012

VENEZIA | A Venezia si pratica il vampirismo? Pare di si, o almeno si praticava in un locale notturno dove si brindava con il sangue, come rito propiziatorio per ottenere tutte le virtù che ideologicamente sono legate al rosso fluido: successo, soldi e vigore.
Non si tratta di un nuovo film di qualche saga vampiresca, ma di realtà. Secondo uno degli studi condotti dal Gris, il Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa, meglio noto come gruppo di ricerca sulle sette guidate da Giuseppe Bisetto, è emerso che in un locale notturno
veneziano, ormai chiuso, si beveva sangue umano.
Lo avrebbero affermato quattro giovani trevigiani tra i 17 e i 18 anni, alcuni quindi anche minorenni, che avrebbero preso parte al “rito”.

Secondo quanto ricostruito dal Gris pare che il titolare del locale avvicinasse i giovani che individuava più adatti, quasi “prescelti”, forse semplicemente più malleabili, e li inoltrava al vampirismo.
La “prova” era bere, da semplici bicchierini da caffè, il sangue del titolare stesso. In questo modo l’uomo legava a se i suoi giovani adepti, che si convincevano di aver bevuto e assimilato, assieme al sangue, ogni suo potere (quale non si sa) e di riuscire così a ottenere i suoi soldi e il suo successo.

“Noi abbiamo segnalato ogni cosa alle autorità e adesso quel locale è chiuso da tempo – avrebbe detto Giuseppe Bisetto - di fronte a casi come questo è inutile parlare dei pericoli che si corrono a venire a contatto con il sangue altrui, delle malattie che si possono prendere dell'Aids. Purtroppo questo è un fenomeno in ascesa”.

Risulta difficile anche riconoscere chi pratica il vampirismo, secondo Bisetto non esisterebbe un identikit ma, alla base, una delusione per la vita e la voglia di cambiare, anche in questo modo. Quindi il “vampiro” o satanista può non essere necessariamente un giovane, ma anche una persona matura o anziana, stufa della propria realtà e alla ricerca di emozioni forti.
La cosa più inquietante, secondo lo studio del Gris, emerge dal numero di persone che sempre più frequentemente praticano questa attività. E non solo per una sorte di ribellione o delusione, ma anche perché oggi il vampirismo “va di moda” e “fa figo”. Come? Basta guardare sotto che luce viene venduto al cinema o nelle librerie, come viene accostato a personaggi belli, giovani e forti, con straordinari poteri. Perché in un certo senso il vampiro vince la morte e, a forza di essere visto e raccontato, sta diventando parte della fantasia quotidiana delle giovani generazioni, assumendone connotazioni positive e vincenti.
Se anni fa andava di moda il “dark” oggi sta prendendo piede il vampirismo, in cui i giovani durante alcune feste, come quelle di halloween, prendono parte a questi riti per poi con il tempo finire in situazioni anche peggiori, entrando anche in circoli satanici in cui è abituale l’uso della droga, del sesso e della violenza.


Giorgia Pradolin
fonte: lavocedivenezia.it
24-11

 
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